lunedì 30 giugno 2014

[CAPITOLO-0] Ultimo rintocco di ghiaccio

...Splendeva candida la neve al sole, mentre pian piano si fondeva con il prato scuro. Correva lasciandosi trasportare dall'aria che si faceva sempre più fredda con lo scorrere del tempo. Moon, vestita di bianco brillava alla luce della notte, tutto intorno a lei era della sua stessa sfumatura, tutto era vuoto e perso.
Un incanto, tre piccoli sussulti e poi scompariva nel vento, con il perdersi dei suoni e delle immagini. Quando una cosa finisce vi si perde all'interno, come se tutto fosse rimasto in un nodo profondo e scuro, un pezzo della propria esistenza e ne le memorie più felici ne i ricordi più teneri o le melodie più serene riusciranno a slegare questo tremendo frastuono silenzioso che porta quella malinconia atroce, quasi persistente.
Non ci si accorge quando un frammento si lega a un altro, niente appare legato come un nodo fin quando veramente non si tocca il fondo e ci si perde in un punto di collasso: la fine.
Poetica armonia di un inverno caldo ormai inoltrato che si faceva sempre più gelato. Candido volto coperto da capelli corvini, sempre perso a fissare l'orizzonte.  Mani delicate e longilinee che accompagnavano passi storti e sempre più lenti. Ricordi tristi e sguardo perso, labbra sottili e piccolo naso, vestiti larghi, suoni silenziosi. Quelle parole le rimasero a tal punto nel cuore da farle smettere ogni battito... e quel tempo freddo gelò anche il suo corpo, così fermo nel bianco pallore del ghiaccio, così triste e abbandonato che quasi non pareva fosse li, ma lei, sapeva a cosa era andata incontro, era conscia della fine, così si accasciò facendo placare ogni forza e con un sorriso si addormentò in un sogno etereo e infinito.

Nessun commento:

Posta un commento