lunedì 30 giugno 2014

[CAPITOLO-1] Persa nel glaciale

Era una mattinata fredda, la luce blu del neon sopra la sua testa le faceva brillare gli occhi chiari come una cascata in una notte abbandonata dai silenzi. Era bellissima, così tenera e impacciata quando fissava il muro piena di speranze. Si alzò, come ogni mattina, si mise i suoi giganteschi occhiali da vista e uscì in quel mondo dove non c'era spazio per i sogni ne per la gloria, ma lei risplendeva come un fiore su una montagna che schiaccia le interperie, lei faceva brillare di gioia chi la guardava, Moon era una parte di cielo caduto al contrario su un luogo inadatto e solitario.
Salì sul ponte, che ogni giorno pareva dinnanzi ai suoi occhi sempre più scivoloso, per andare in quel parco dove ormai da anni non sbatteva più la luce della luna, quel posto dove lei aveva deciso di iniziare la sua vita. Salutava con la mano quell'albero da sempre spoglio, e tirando fuori una matita e un quaderno si metteva li a disegnare cercando di ricordare chi fosse e dove fosse e perchè quel luogo le era tanto a cuore. Continuava a stringere la mano sempre più forte e nonostante il vento freddo la sua fronte pendolava di acqua calda. Ogni giorno i rami cambiavano e i colori si schiarivano ma lei continuava a fissare quel posto a chiedere ai passanti se sapessero qualcosa di lei, ma nessuno, nemmeno i più anziani avevano la risposta a tutto questo mistero. Così come ogni notte e ogni giorno da una vita, si alzava dalla panchina di quel parco intriso di enigmi e si incamminava nel suo piccolo luogo familiare.
Tornava... li in una grande stanza vuota ma completamente sottosopra, bianca e scura, con al centro del soffitto un piccolo foro con una rosa bianca:  la luce intorno a lei la faceva rispledere di blu.

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